
SAI, Telesca: “A Potenza l’accoglienza diventa integrazione reale. Un progetto di qualità che costruisce autonomia”
Monitoraggio e risultati del progetto SAI
Data:
01/10/2026
SAI, Telesca: “A Potenza l’accoglienza diventa integrazione reale. Un progetto di qualità che costruisce autonomia”
1° ottobre 2026, ore 10:20 – “La vera integrazione si misura nella quotidianità: nei bambini che frequentano le nostre scuole, nelle donne che intraprendono percorsi formativi, nelle persone che trovano un lavoro, nelle famiglie che vivono nei nostri quartieri e partecipano alla vita della comunità. È questa l’accoglienza che vogliamo per Potenza: non assistenza fine a se stessa, ma un percorso concreto verso l’autonomia”.
Lo dichiara il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca al termine della visita di monitoraggio del progetto SAI del Comune, svolta il 29 e 30 settembre dal Servizio Centrale del Sistema di Accoglienza e Integrazione. La verifica ha previsto incontri con l’équipe, visite alle strutture di accoglienza e colloqui con i beneficiari, secondo le modalità indicate dal Servizio Centrale.
Attualmente il progetto, avviato nell’ottobre 2023 e cogestito dal Comune di Potenza con la cooperativa La Mimosa e Arci Basilicata, accoglie 47 beneficiari appartenenti a nuclei familiari o monoparentali in 10 strutture, con alloggi distribuiti equamente in diversi quartieri della città. Una scelta che favorisce un’accoglienza diffusa e un rapporto diretto con il tessuto sociale delle diverse zone di Potenza.
I risultati raggiunti raccontano concretamente il percorso di integrazione. Dall’avvio del progetto sono stati oltre 16 i contratti di lavoro ottenuti dagli ospiti grazie o durante il percorso SAI. Attualmente sono inoltre attivi tre tirocini formativi per donne sole con figli presso realtà del territorio.
Significativi anche i risultati sul fronte dell’istruzione e dell’apprendimento della lingua italiana: 6 beneficiari hanno conseguito la certificazione linguistica di livello A1, 11 quella di livello A2 e una beneficiaria ha ottenuto la licenza media. Tutti i bambini accolti frequentano regolarmente la scuola.
Le famiglie partecipano inoltre alle iniziative sociali e culturali della città, anche a momenti fortemente identitari per Potenza come la Parata dei Turchi.
“Il monitoraggio ci restituisce un quadro positivo del lavoro portato avanti – sottolinea Telesca –. Le strutture visitate sono risultate idonee e ben tenute e abbiamo famiglie che stanno costruendo qui relazioni, competenze e autonomia. Quando una persona non è più semplicemente “ospite”, ma lavora, studia, accompagna i propri figli a scuola, partecipa agli eventi e vive il quartiere insieme agli altri cittadini, l’integrazione smette di essere una parola e diventa comunità”.
Il Sindaco esprime quindi «un sincero ringraziamento ai Servizi sociali del Comune di Potenza, agli operatori della cooperativa La Mimosa e di Arci Basilicata e a tutte le professionalità impegnate quotidianamente nel progetto. Un ruolo importante è svolto anche dall’Ufficio di Piano dell’ATS, il cui lavoro contribuisce alla programmazione, al coordinamento e alla costruzione di una rete territoriale capace di accompagnare concretamente i percorsi di inclusione”.
Sui risultati interviene anche l’assessora alle Politiche sociali Anna Grieco: “Dietro ogni numero c’è un percorso personale e familiare, costruito giorno dopo giorno. L’obiettivo del SAI non è limitarsi all’accoglienza, ma fornire alle persone gli strumenti necessari per diventare autonome. La lingua, la scuola, la formazione e soprattutto il lavoro sono le chiavi dell’integrazione. I contratti ottenuti, i tirocini avviati e le certificazioni linguistiche conseguite dimostrano che il lavoro di rete tra Servizi sociali, Ufficio di Piano dell’ATS, enti gestori, scuole e realtà del territorio produce risultati concreti. Il ruolo centrale dell’ente locale all’interno del Sistema SAI è richiamato anche dal Servizio Centrale nella comunicazione relativa al monitoraggio”.
“Potenza – conclude Telesca – vuole continuare a essere una città accogliente ma, soprattutto, una città che sa integrare. Distribuire le famiglie nei diversi quartieri, accompagnarle verso il lavoro, garantire la scuola ai bambini e favorire la partecipazione alla vita cittadina significa evitare marginalità e costruire appartenenza. La vera integrazione è questa: persone che arrivano da lontano e che, attraverso un percorso di responsabilità e autonomia, diventano parte a pieno titolo della nostra comunità”.
